Ventotene

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Comune n.   di 100

Una ripresa aerea del porto di Ventotene

SindacO:

Giuseppe Santomauro

Volontario Camper:

Giuseppe Santomauro

Dati Demografici:

Ventotene ha una popolazione pari a 768 abitanti, presenta un indice di vecchiaia pari a 228,8 anziani ogni 100 giovani, un indice di dipendenza strutturale pari a 44,9 individui a carico, ogni 100 che lavorano e l’indice percentuale di ricambio della popolazione attiva si attesta a 158,8 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana. Gli stranieri residenti a Ventotene al 1° gennaio 2018 sono 102 e rappresentano il 13,2% della popolazione residente.

Un po' di Storia...

Provincia:

Latina

Il territorio comunale di Ventotene comprende l’omonima isola e anche quella minore di Santo Stefano. Appartiene all’arcipelago delle isole Ponziane, il comune più piccolo dell’Italia centrale, per dimensioni: 1,54 km2 Il centro abitato si è sviluppato intorno alla roccia, dominante il porto romano ed unito ad una rampa di origine borbonica Oltre al porto romani, l’isola ha un altro porto “nuovo” che dividono Cala Rossano e Cala Nave I primi insediamenti risalgono al neolitico, quando l'isola diventò un punto di passaggio e di sosta sulle prime navi che solcavano il Tirreno. Il periodo borbonico vide l’inizio dei lavori per la costruzione del borgo nel 1768 e nel 1769 iniziano i lavori di costruzione della chiesa di Santa Candida (Patrona di Ventotene) e nel 1810 Gioacchino Murat istituisce il Comune di Ventotene, confermato da Ferninando IV, nel 1816 una volta che il territorio è tornato al trono napoletano. In anni più recenti, Santo Stefano continua ad essere colonia penale per ergastolani, dove scontarono la pena il brigante Carmine Crocco e l'anarchico Gaetano Bresci. Dopo la guerra italo-turca vi vengono confinati i prigionieri di guerra libici. Con il fascismo, a partire dal 1926, Ventotene diventa il confino per molti oppositori del regime. Nel 1934 passa dalla provincia di Napoli alla provincia di Latina. Nel 1940 a Ventotene vivono 900 confinati sorvegliati da 300 poliziotti. La presenza sull'isola delle più importanti personalità dell'antifascismo trasforma Ventotene in un vero e proprio laboratorio politico. Nel 1941, tre confinati Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scriveranno il manifesto "Per un'Europa libera e unita", poi noto con il nome di Manifesto di Ventotene che in pieno conflitto mondiale chiedeva l'unione dei paesi europei e che poi ispirerà il processo di integrazione europea culminato con la nascita dell'Unione Europea nel 1992.

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