Il #DIARIO DEL WELCOME

San Bartolomeo in Galdo

Il toponimo si lega all’apostolo San Bartolomeo, il cui culto fu diffuso dal principe longobardo Sicardo da Cremona, il quale portò le reliquie del Santo a Benevento per sottrarle ai saraceni dell’isola di Lipari.

“Galdo”, invece, rimanda ad una radice germanica da cui deriva Wald (foresta in tedesco), abbastanza diffusa in Italia, che sta ad indicare un territorio boscoso.

Il territorio di San Bartolomeo in Galdo è posto all’estremo nord est della Campania, è uno dei quattro comuni campani a confinare con altre due regioni: Molise e Puglia.

San Bartolomeo in Galdo, a 597 metri s.l.m., sorge su di una collina ricoperta di vigneti, uliveti e frutteti, dominando tutta la valle del fortore.

San Bartolomeo in Galdo abitato dai sanniti e poi dai liguri bebiani, trasferiti dal console romano Caio Bebio. Si ritiene che l’attuale territorio è l’unione di quattro ex feudi di Castelmagno, Ripa, Sant’Angelo e Fortore.

Nel 1327, il territorio di San Bartolomeo accolse gli esuli di molti insediamenti vicini, rasi al suolo dalle truppe aragonesi, veneziane, mantovane e pesaresi in guerra contro Carlo VIII.

Appartenente fino al 1861 alla Capitanata, viene successivamente annessa alla Provincia di Benevento

San Bartolomeo in Galdo con una popolazione pari a 4.743 abitanti. San Bartolomeo in Galdo presenta un indice di vecchiaia pari a 263,9 anziani ogni 100 giovani, un indice di dipendenza strutturale pari a 67,2 individui a carico, ogni 100 che lavorano e l’indice percentuale di ricambio della popolazione attiva si attesta a 125,8 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.

Gli stranieri in termini percentuali è pari a 2,7% del totale della popolazione, con 126 nuovi abitanti di San Bartolomeo in Galdo

SINDACO: Carmine Agostinelli 

VOLONTARIO  #Ventotene, #ilCamperdelWelocme: 

Don Armando Valerino

Il #Diario del welcome

Comune n. 12: San Bartolomeo in Galdo 

#DiariodiWelcome - Comuni 11 e 12 | 💯

Castelvetere in Val Fortore e San Bartolomeo in Galdo

La presenza della #Chiesa beneventana alla firma dei Comuni 22 e 23 aderenti al Manifesto (11 e 12 nel computo delle tappe de Il Camper del Welcome) è stata "forte" in termini di legame di Comunità intesa nella sua complessità: la società civile che non si arrende alla cultura dell'odio e delle separazioni e la Chiesa che "cammina insieme" (è il tema pastorale dell'Arcivescovo di Benevento, Mons. Accrocca).

D'altra parte il "Manifesto per una Rete dei Piccoli Comuni del Welcome" nasce a fine 2016 da un movens politico-pastorale della Caritas diocesana di Benevento come provocazione culturale ed etica rivolta ai piccoli comuni della diocesi ai quali si voleva fare arrivare l'esempio dei nostri primi tre Comuni (Petruro, Roccabascerana e Chianche) che - grazie all'accoglienza diffusa delle persone migranti attraverso il sistema SPRAR e delle persone fragili attraverso la progettazione REI e PTRI con Budget di Salute - vivevano una stagione di ritrovata vitalità e speranza di futuro. 
Una "provoc-azione", dunque, verso la trasformazione del classico "welfare dei servizi" in un "welfare delle relazioni", possibile soprattutto nelle piccole comunità nelle quali il legame tra le persone è ancora forte.Il Manifesto - emanato, nello spirito della #LaudatoSi di #PapaFrancesco,

ufficialmente il 17 febbraio 2017 in una conferenza stampa durante la quale mons. Accrocca pronunciò parole chiare sulla necessità di stringersi intorno a quel concetto di #insieme - ha raccolto fin da subito l'adesione di 14 Comuni che coraggiosamente hanno scelto la contronarrazione di "essere welcome".
Ad oggi, i Comuni aderenti alla Rete sono 23, ben oltre i confini diocesani.

La pratica del "welcome" è diventata modello di studio alle "Settimane sociali" di Cagliari nell'ottobre 2018 ed è stata presentata, nel panel dedicato alle best practises di governance nei territori, soprattutto delle aree interne, al recente Festival Nazionale dell’Economia Civile di #Firenze.
Il Prof. Becchetti, peraltro, ne ha fatto "caso" di studio per i BES e il BIL.

La "Rete di Economia civile" formata dai "Comuni Welcome" ha innescato non solo una rete di comunità ad esclusione zero che ripartono grazie proprio alle fragilità accolte, ma anche un processo di sviluppo economico territoriale in progressiva crescita.
Parliamo di terre incolte rimesse a frutto con il conseguente recupero di cultivar ormai a rischio estinzione, nascita di cooperative di comunità, creazione di percorsi di turismo responsabile, laboratori di produzione di artigianato sociale. 
Grazie a questo impulso, oggi i Piccoli Comuni del Welcome suscitano "desiderio di restare" nei giovani che li abitano, il che rallenta la tendenza nazionale allo #spopolamento delle aeree interne.
Gabriella Debora Giorgione

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Direttore della Comunicazione 

Gabriella Debora Giorgione

+39 393 888 3549 | + 39 328 364 6830

manifestowelcome@gmail.com

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Il “Manifesto” e la

“Rete dei Piccoli Comuni del Welcome”

Via San Pasquale, 49-53 | 82100 Benevento

www.piccolicomunidelwelcome.it

Segretario Amministrativo

Danilo Travaglione

+ 39 393 859 89 13 | + 39 346 099 04 14

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