Il #DIARIO DEL WELCOME

Jelsi

Il nome di Jelsi non è tuttora chiaro; si ritiene che il nome più antico del paese sia Tibiczan, nome di chiara origine bulgara, poi trasformatosi in vari nomi (elencati in ordine cronologico): Gibbiza, Gittia, "Terra Gyptie", Gilizza, Gelzi, fino ad arrivare al penultimo nome dato durante il Regno delle Due Sicilie, quello di Ielsi.

Il territorio di Jelsi è formato da colline e piccole valli. Le sponde del Carapelle formano un'ampia conca dal Castello della Rocca fino al Campo della Terra.

Il territorio comunale è attraversato dalla fiumara Carapelle, affluente di destra del fiume Tappino.

La viabilità si poggia principalmente sull’asse portante della strada statale 17, Apuleio-Sannita.

 

Ubicato su uno sperone di calcareo a strapiombo sul Carapelle (RIPO), il centro storico a stampo medioevale che si presenta su una pianta quasi ellittica, racchiude le emergenze architettoniche più  antiche; in largo Chiesa madre si affacciano la chiesa Madre di S. Andrea Apostolo (XI sec.), il Palazzo Ducale dei Carafa (XVI sec.) e la Cappella della SS. Annunziata (XIII sec.). 

 

Siti di particolare interesse, inoltre sono:

 

- il palazzo Valiante (un esempio di residenza fortificata del 1700),

- la casa Pinabello,

- il palazzo Civico,

-la fontana dei delfini,

ed a pochi chilometri dal centro abitato possiamo apprezzare il convento dei Frati Francescani.

 

Notevolmente apprezzabile è il patrimonio naturalistico del paese; la bellezza incontaminata dei querceti, dei pittoreschi laghetti collinari, delle limpide e fresche acque delle numerose sorgenti e delle tipiche abitazioni contadine (masserie) che consentono di trascorrere una giornata a contatto con la natura e gustare i tipici e genuini prodotti locali offrendo l'opportunità di praticare l'agriturismo.

SINDACO: Salvatore D'Amico 

VOLONTARIO  #Ventotene, #ilCamperdelWelocme: 

Salvatore Dell'Oglio

Il #Diario del welcome

Comune numero 10: Jelsi

#DiaridiWelcome - #Comune numero 10|💯
#Jelsi #7aprile #23esimo #ComuneWelcome

di #GabriellaDeboraGiorgione 
<E adesso quando ci vediamo? Dobbiamo metterci al lavoro>. 
Salvatore D'amico, Sindaco di Jelsi, è concreto, spiccio. Ingegnere e per anni Docente negli Istituti superiori. 
Non più giovanissimo, ha un piglio da ventenne che vuole ricostruire il mondo. Il "suo" mondo, la sua Jelsi.
Non arriva a duemila abitanti, oggi, questo piccolo comune, il cui nome affonda l'etimo nel bulgaro Tibiczan e che rischia di tornare al 1562 quando contava solo 169 famiglie.
L'aggressione dell'emigrazione, il sogno dei #molisani che vanno a sognare in altre Città, in altri Stati, in altri Continenti. Si dice che ci siano almeno altri tre Molise, in giro per il mondo, soprattutto in #Canada#Argentina e #StatiUniti. Quasi ottantamila molisani sono iscritti all'Aire, il registro dell'emigrazione contemporanea.
Jelsi oggi è uno dei Comuni dell' "Unione dei Comuni del Tappino (#Campodipietra#Gildone, Jelsi, #SanGiovanniInGaldo e #Toro), ma il Sindaco ha capito che solo allargando le reti potrà entrare più ossigeno.
Ha cercato la Rete dei Comuni del Welcome, l'ha studiata, ha voluto parlarci, ci ha fatto mille domande. Poi, solo dopo avere avuto tutto chiaro, ci ha incontrati una prima volta e oggi ci ha ospitato per questo incontro al quale ha invitato tutti i cittadini.
Perché per Salvatore D'Amico la comunicazione è principalmente condivisione.
Siamo arrivati in piazza che tutti aspettavano #Ventotene#ilCamperdelWelcome.
L'immagine all'apertura del portello è incredibile, da flusso canalizzatore: nella piazza, sotto al Comune, una cabina telefonica, perfettamente funzionante. 
Si deve portare rispetto, per coloro che considerano il tempo della voce ancora come un valore e non come uno scontato "all inclusive".
Oggi la #comunicazione, la voce di un parente, dell'innamorata, sono a portata di click, anzi nemmeno, sono alla portata istantanea di un touch. Fino a qualche anno fa una voce non era scontata, gocciolava lenta a scatti inversamente proporzionali a tutte le cose che restavano ancora da dire, all'amore che ti affrettavi a confessare fino all'ultimo secondo disponibile prima che finisse anche l'ultima goccia. 
E il bello è che ti restava sempre sete di parlare. Oggi quella sete non la sentiamo più. Il tempo della doppia spunta blu e abbiamo anche dimenticato cosa ci siamo detti.Passeggiamo, ci offriamo volentieri alle domande dei cittadini, lo sguardo conta le Sale slot: tre. Tre in meno di cinquecento metri di strada. Anche questo è il morso di chi non ha più il sogno di futuro. Di chi se perde tutto ormai ha già perso tutto.


La #Messa è finita: quanti bimbi, c'erano. Che bella, la comunità che si ritrova nei banchi della chiesa la #domenica: sempre lucidi, si riempiono a fisarmonica al solo cenno della testa ché tutti si spostano o "scalano" per farti sedere accanto a chi vuoi tu. C'è, in quella gestualità "aperta a chi arriva", il segno di chi siamo, da dove veniamo, il "semeion" di una accoglienza fraterna che ti ammette alla vicinanza in nome di un valore comune a cui tutti devono poter accedere.
Vien da chiedersi: la domenica, dopo la Messa, i tanti #cattolici che poi a casa, e non solo da casa, urlano contro l'accoglienza, esattamente cosa conservano, dentro ma proprio dentro, della #Comunione ricevuta?
Rossa con salsicce o bianca con zucchine: la pasta è semplice, ma ti rilascia in bocca l'energia dei polsi, delle mani e dei pugni stretti che l'hanno impastata, stamattina presto. Va giù a colpi di Tintilia, rosso corposo traditore il cui cultivar originale arriva dalla #Spagna (e si sente!).
Gianpaolo si è rialzato, ha già l'attrezzatura video pronta. Caffè robusto, la sala consiliare ci aspetta. 
E' piena, sono tutti attenti, ci sono i professori universitari che raccontano dell'indice di vecchiaia molisano tra i più alti d'Italia, precisano che 25 Comuni molisani sono fermi a meno di cinquecento abitanti ciascuno.
Salvatore dell'Oglio e #FabrizioRusso, della Cooperativa Hayet, raccontano del loro duro lavoro di integrazione dei #migranti. La loro è un'esperienza concreta, di impegno sociale e civile, prima che lavorativo. Sono una bella realtà, loro, qui. E' un bel legame, quello che ci unisce.

E' il momento: il Sindaco, Salvatore D'Amico, firma ufficialmente la propria adesione al Manifesto Piccoli Comuni del #welcome #PCW 
Jelsi è il nostro #ventitreesimo #ComuneWelcome. Emozionato. Emozionati anche noi. Danilo ripone gelosamente l'originale del Manifesto: "sécretariat oblige, messieurs!"
La gente ci saluta, ci abbraccia, li ringraziamo perché abbiamo sentito che c'erano tutti, con la loro attenzione e con le loro intenzioni.
Usciamo, aria pungente.
<Raga', anche qui un Roxy ci ha salutato>: Francesco segna col dito il bar. La piazza, il Municipio, la Chiesa, il Roxy bar. 
E' la nostra Italia. C'è, è qui, e noi dobbiamo solo avere il coraggio di scoprirne le carni ancora belle, gli sguardi ancora assetati di umanità, lo spazio che riesce ancora a fare all'altro, il gusto con cui ti ammalia a tavola, i colori con cui ti abbaglia, la gioia, la tanta gioia di vita che ancora riesce farti entrare nelle vene anche dietro un pc.

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Direttore della Comunicazione 

Gabriella Debora Giorgione

+39 393 888 3549 | + 39 328 364 6830

manifestowelcome@gmail.com

direzionegeneraleconsorziosdt@gmail.com

Il “Manifesto” e la

“Rete dei Piccoli Comuni del Welcome”

Via San Pasquale, 49-53 | 82100 Benevento

www.piccolicomunidelwelcome.it

Segretario Amministrativo

Danilo Travaglione

+ 39 393 859 89 13 | + 39 346 099 04 14

manifestowelcome@gmail.com

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